Lo sguardo che ha raccontato il Giappone
Pioniera del fotogiornalismo Tsuneko Sasamoto è considerata la prima donna fotografa giapponese.Scomparsa nel 2022 all’età di 107 anni, in Kamakura a sud di Tokyo, quando le chiedevano quale fosse il segreto della sua lunga vita rispondeva convintamente:
“You should never become lazy. It’s essential to remain positive about your life and never give up. You need to push yourself and stay aware, so you can move forward”. (Non dovresti mai diventare pigro. È essenziale mantenere un atteggiamento positivo nei confronti della vita e non arrendersi mai. Devi spingerti oltre e rimanere vigile, in modo da poter andare avanti”).
In queste feconde parole, si condensano l'etica professionale, l'impegno e la determinazione con cui la fotografa ha affrontato le difficoltà e i pregiudizi del suo tempo. Come suggerisce un proverbio giapponese: “Cadi sette volte, rialzati otto”, analogamente Sasamoto, ha incarnato quella visione della vita basata sulla perseveranza, la disciplina, la crescita continua.
Tsuneko nasce il 1° settembre del 1914 nel quartiere di Shinagawa di Tokyo, in una famiglia sufficientemente agiata da permetterle di frequentare studi superiori in economia domestica, cosa non comune per le donne dell'epoca, il padre era un commerciante di kimono. All’insaputa dei genitori abbandona la scuola per studiare pittura e illustrazione. Collabora inizialmente con un giornale locale, poi entra nella Photographic Association of Japan e a 26 anni inizia a lavorare come fotoreporter.
Si impone professionalmente in un settore quasi esclusivamente maschile e la sua carriera prende avvio nei primi anni Quaranta, quando si dedica integralmente alla fotografia documentaria, intraprendendo un percorso che avrebbe attraversato oltre sette decenni di storia giapponese.
Attraverso il suo obiettivo, Sasamoto ha costruito un vasto archivio iconografico capace di testimoniare le profonde trasformazioni politiche, sociali e culturali del Giappone contemporaneo.
Il suo linguaggio visivo, caratterizzato da una rigorosa sensibilità reportage e da una straordinaria capacità narrativa, ha documentato il passaggio del suo Paese da un regime militarista a potenza economica globale.
Le sue immagini in bianco e nero, contraddistinte da una composizione essenziale e da una resa tonale autentica, restituiscono una lettura degli eventi storici e dei protagonisti del Novecento.
Nel corso della sua attività ha realizzato ritratti e reportage di grande rilevanza storica, immortalando personalità politiche, letterati, artisti e membri della famiglia imperiale. Tra gli scatti più significativi figurano le fotografie del Generale Douglas MacArthur durante l’occupazione americana nel 1947, un giovane Hitler durante una sua visita in Giappone, la documentazione della Cupola di Hiroshima dopo la devastazione della bomba atomica e l’ultimo ritratto di Inejirō Asanuma, leader socialista assassinato il giorno successivo alla realizzazione di quell’immagine
Image credits: Tsuneko Sasamoto
Essere una donna fotoreporter nel Giappone dell'epoca rappresentava una sfida particolarmente complessa. Le convenzioni sociali imponevano alle donne di lavorare indossando gonne e scarpe con il tacco, un abbigliamento che limitava i movimenti e rendeva difficile raggiungere punti di ripresa elevati per ottenere inquadrature più efficaci. A queste difficoltà pratiche si aggiungevano gli atteggiamenti discriminatori da parte di funzionari e personalità pubbliche, che spesso manifestavano pregiudizi nei confronti della presenza di una donna in un ambiente prevalentemente maschile.
In un'intervista Sasamoto ha ricordato gli ostacoli incontrati nel perseguire la propria vocazione professionale:
«Quando ero giovane mi sentivo spesso dire: “Sei soltanto una donna, come puoi anche solo pensare di diventare una fotografa?”. Ma quando vidi le fotografie di Margaret Bourke-White capii che un giorno avrei potuto essere come lei».
Sasamoto ha continuato a coltivare la propria ricerca fotografica anche in età molto avanzata. A 97 anni ha pubblicato il volume Hyakusai no Finder, successivamente a 100 anni ha presentato la mostra Hyakusai Ten. A 101 anni, dopo la frattura della mano sinistra e di entrambe le gambe, durante il suo percorso di recupero fisico, intraprese una nuova indagine visiva, affidando ancora una volta alla fotografia il compito di raccontare emozioni e memoria. E’ di quel periodo il lavoro fotografico dedicato ai fiori Hana Akari (Flower Glow), un omaggio ai suoi vecchi amici scomparsi.
Negli ultimi anni Sasamoto ha partecipato anche a progetti collettivi incentrati sulle questioni di genere, sull’emancipazione femminile e sulle dinamiche di discriminazione sociale. Le immagini realizzate nell’ambito di tali ricerche sono confluite nella mostra 100 Years 100 Women, dedicata a cento ritratti di donne che hanno lasciato un segno nella società giapponese.
L’intera produzione fotografica di Tsuneko Sasamoto è permeata da una curiosità inesauribile, elemento che la stessa autrice identifica come il motore della propria longevità artistica e personale. La sua opera rappresenta un esempio emblematico di fotografia documentaria, nella quale osservazione, testimonianza e sensibilità umana convergono in una narrazione visiva di straordinario valore storico e culturale.
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Image credits: Tsuneko Sasamoto
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