Lewis Carroll, pseudonimo di Charles L. Dodgson, è un autore indimenticabile per ogni bambino. Alice nel paese delle meraviglie, è l’opera per l’infanzia più menzionata per genialità ed ispirazione fantastica.
Pochi in realtà conoscono alcuni aspetti privati della vita del reverendo Dodgson, insegnante di matematica alla Christ Church di Oxford e scrittore di testi scientifici. Dodgson senza una vera vocazione religiosa scelse di diventare diacono in cambio del vitalizio ed utilizzò lo pseudonimo Lewis Carroll solo per le opere destinate all’infanzia.
Ben poco è arrivato a noi della sua biografia poiché alla morte dello scrittore la famiglia distrusse gran parte dei diari e delle opere fotografiche.
Inoltre il fratello Wilfred esecutore testamentario, impose un rigido divieto d’accesso all’archivio, durato fino a quarant’anni fa.
Charles Dodgson era un timido professore, affetto da balbuzie, un artista ed esteta, dal carattere ambizioso e sfacciato. Affiancò alla professione di docente e di scrittore, la passione per la fotografia.
Siamo alla fine dell’Ottocento, la recente scoperta della gelatina fotosensibile e della camera oscura suscitavano nella società grande mistero e curiosità.
Con il successo di Alice nel paese delle meraviglie, Lewis Carroll potè tralasciare gli impegni della Christ Church concentrandosi su altri interessi quali la scrittura, il teatro, le arti visive, nonché le compagnie femminili, in special modo delle bambine e delle adolescenti.
L’indole affabulatoria, l’abilità ad incantare con filastrocche, enigmi, e giochi di parole, gli fecero conquistare il favore e l’amicizia delle piccole amiche stabilendo con loro contatti ed incontri da dedicare alla fotografia. La sua “preferita”, fu Alice Liddell, figlia del decano della Christ Church, il college dell’Università di Oxford presso il quale lui risiedeva e insegnava, che ispirò il personaggio di Alice nel paese delle meraviglie.
Le famiglie delle bambine (anche di alto livello sociale), si mostrarono sempre consenzienti, e le madri, gratificate dalle “attenzioni” di Carroll, facevano a gara per ottenere il privilegio di quelle sedute fotografiche.
Solo in un caso accadde qualcosa di anomalo, quando la famiglia Mayhew intuendo una “opacità” negli atteggiamenti di Dodgson, pose bruscamentefine all'amicizia fra il reverendo e le loro bambine.
Da questa oscura circostanza datata 1896, prende origine il racconto di Simonetta Agnello Hornby. Dodgson grazie alla sua Alice, è già uno degli scrittori più importanti d'Inghilterra. Ruth Matthews, la protagonista e personaggio immaginario, è una delle "amichette" dello scrittore-fotografo. La bambina subisce tutto il fascino seduttivo di Dodgson, s’innamora e successivamente, per il brusco troncarsi degli incontri imposto dalla madre, soffre l’inspiegabile distacco.
Il libro di Simonetta Agnello Hornby, avvocato impegnato per i diritti dei minori, nasce su consiglio dell’editore Eileen Romano, che nel 2009 chiese all’autrice di scrivere un racconto ispirato alle lettere e alle fotografie di Charles L.Dodgson.
L’autrice rifacendosi a fonti storiche e alle lettere dello stesso Dodgson, fa parlare i suoi personaggi mettendo in evidenza le ambiguità dei rapporti che il reverendo instaurava con le bambine. Si trattava di comportamenti ora infantili ora autoritari capaci di disorientare le piccole modelle. L’atteggiamento seduttivo di Carroll si realizzava anche attraverso doni delle sue prime edizioni di Alice con dedica, o con gli omaggi fotografici dei migliori scatti delle sue “amichette”.
Dobbiamo rilevare che illustri artisti, scrittori e professori avevano posato per Dodgson (es. Alfred Tennyson, Dante Gabriel Rossetti) ed essere inclusi nella sua cerchia era un grande prestigio.
Ciò che sorprende leggendo il carteggio tra Dodgson e i genitori delle bambine, è l’impudente richiesta dell’uomo di poter baciare(kissable era il termine che usava) le creature o di farle posare nude davanti all’obiettivo.
Sbalordisce inoltre il ritratto della società vittoriana disposta “a chiudere un occhio” di fronte alle stranezze di una celebrità.
Camera oscura, titolo che sottende l’ambiguo significato, (fotografico e interiore), delinea un personaggio tipico della sua epoca, affetto dall’ossessione e colmo di repressione. Una dualità diffusa nel costume vittoriano dove la prostituzione infantile aveva addirittura aspetti di brutale pianificazione.
Un’oggettiva testimonianza di tutto ciò sono anche le numerose fotografie di Carroll allegate nel libro, immagini che ritraggono le “amichette” travestite, in pose seducenti, a volte nude, bambine con immensi occhi neri che sprofondano nell’abisso di sguardi malinconici.
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Simonetta Agnello Hornby Camera oscura Skira editore, Ginevra-Milano, 2010 pp 127 €15
per ulteriori notizie
BBC The Secret World of Lewis Carroll
https://youtu.be/_KQ9kDbduTo?si=oguqhXDY9rkOunUo

