Giovanni Semerano di Carmine Siniscalco

      

"IL FOTOGRAMMA" di Giovanni Semerano

Carmine Siniscalco  

 

 

 

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Ha fatto epoca. E ha avuto una sua importante funzione di veicolo per la conoscenza di un mezzo di espressione artistica, nuovo al momento, in un periodo in cui pochi se ne interessavano. Parlo de IL FOTOGRAMMA, o meglio di Giovanni Semerano, il fondatore di questa piccola galleria nel centro storico di Roma, padre dell'attuale "Camera Verde" gestita ormai dal figlio al quale Giovanni, pur sempre vigile e presente, ha trasmesso la sua passione. E la sua professionalą

Erano altri tempi. Non che fossero migliori. Erano diversi.

Non esistevano i tanti uffici stampa che oggi accompagnano gli eventi, anzi non esistevano gli eventi, esistevano situazioni artistiche che diventavano eventi senza necessitą di comprare pagine di riviste specializzate, anche perchč di riviste specializzate ve ne erano poche. Ed in fondo bastavano.

 Erano tempi, sembrano tanto lontani, che gli artisti si incontravano regolarmente, discutevano, si accapigliavano, avevano i loro punti di aggregazione, che erano una certa piazza, un certo bar, una certa galleria. IL FOTOGRAMMA era uno di questi punti di aggregazione per chi amava la fotografia.

Le fotografie che Giovanni Semerano presentava si aprivano su spazi immensi, senza confini, facevano percorrere migliaia di chilometri in terre sconosciute o raccontavano storie di vita, itinerari interiori che si riflettevano in facce, personaggi, nature morte, oggetti d'uso comune : una galleria di paesaggi e di ritratti, di composizioni rigorose, dal vero o create dall'immaginario dell'artista, che dai pochi metri quadri della galleria si affacciava sul mondo.

Ben pochi, all'epoca del primo storico IL FOTOGRAMMA, si interessavano di fotografia. lo, nel mio Studio S, ero uno dei pochi che lo facesse, e questo in particolare spiega la mia gratitudine a Giovanni Semerano per il suo lavoro che ha catalizzato in uno spazio ridotto le aspirazioni sconfinate di giovani fotografi nutrite dalle proposte storicizzate di pił grandi maestri. 

In quegli anni lo Studio S con i propri mezzi come con i propri mezzi lavorava Giovanni Semerano presentava artisti della fotografia quali, tra gli altri, Man Ray, Eva Rubinstein, Alain Journac, Andreas Mahl, Eva Klasson, Jack Damase, quasi tutti importati da Parigi dove a quell'epoca dirigevo una galleria , ma queste mie mostre erano episodi sporadici, ed ovviamente non redditizi, che completavano la regolare attivitą di galleria, pittura, scultura, grafica e cosi via.

IL FOTOGRAMMA era lo specialista che si interessava soltanto di questo particolare settore artistico la fotografia dando spazio e luce, e il caso di dirlo, a nuovi talenti e ad appassionati. La mia attivitą era piuttosto quella di un medico generico con pazienti doc, benchč anche dallo Studio S siano partiti alcuni artisti nuovi, o perchč inediti o perchč passati alla fotografia dalla pittura. In un piccolo spazio quale quello de IL FOTOGRAMMA venivano in ogni caso esposte fotografie in numero sufficiente da permettere al visitatore di entrare nel mondo dell'artista in mostra.

La moda della fotografia in cinemascope e nata dopo. Ed oggi e diventata consuetudine. Le foto sono oggi tutte presentate in formato gigante. E' scontato che qualsiasi scatto tecnicamente riuscito ed ingrandito a cm. 180x240 non puņ non imporsi all'attenzione.

 La recente FIAC parigina era costellata di foto addirittura monumentali, montate su alluminio, foto da nuovi ricchi, in genere di importazione russa, cinese o Indiana, foto divenute "fotoscopes"

Ne sono rimasto affascinato, come a suo tempo lo fui dinanzi ai particolari ingranditi di Michelangelo Antonioni, ma in fondo si impongono nella mia memoria, con la stessa forza, i formati 18x24 che ci hanno aperto gli occhi sul mondo che la fotografia ci presentava con la forza nuova di un mezzo di espressione tutto da scoprire. 

Giovanni Semerano ha aiutato tutti noi a capirlo, e gliene siamo grati.

Carmine Siniscalco