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Ar(t)cevia evoca l'anima e
l'intento del progetto: fare dell'antica "Rocca" e dei suoi
castelli un laboratorio pulsante di creatività e innovazione artistica.
Per alcune settimane, i secoli di storia delle mura di Arcevia e del suo
complesso architettonico, saranno contesto nonché magico contenitore di
opere pittoriche, fotografia, scultura, mail-art, performance e
installazioni, land art, video art, fino all'evoluzione della body art
con la nails art.
Arcevia e gli oltre novanta artisti, fra cui alcuni esordienti e molti
giovani, provenienti da ogni parte del mondo si racconteranno a vicenda,
coprendo il ruolo ora di protagonista ora di spettatore, ma sempre
mantenendo l'ottica di una vitale e presente partecipazione.
Forse l'unico precedente storico è riconducibile al progetto utopico
della "comunità esistenziale" di Arcevia, promosso negli anni
'70 dall'architetto comasco Ico Parisi; nonostante i numerosi artisti
attratti, quali Antonini, Cesar, Guerra, Burri, Ceroli e altri, l'idea
di Arcevia come città pulsante di creatività, rimase una chimera.
Il progetto Ar(t)cevia si pone l'intendimento,
modellandosi sul nuovo millennio, di infondere reale forma al primo vero
festival dell'arte del territorio.
In concomitanza con la mostra "Luca Signorelli 1508-2008. La Pala
di Arcevia e i capolavori di San Medardo", Ar(t)cevia
arricchisce e completa l'evento di un'altra arte e di una ulteriore
storia.
Inoltre convegni, concerti, laboratori e spettacoli completeranno
l'evento, concretizzando così l'occasione per avvicinarsi, osservare e
scoprire un rapporto del tutto nuovo con i codici comunicativi dell'arte
contemporanea.
Sullo sfondo dell'incantevole estate arceviese si accenderanno le luci
colorate dell'arte e dell'interculturalità, con l'intento e la speranza
che questa festa dell'arte torni negli anni a venire con nuove promesse
e rivelazioni
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