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Fotografie di Shoji Ueda Photographs
di Maristella Campolunghi |
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l mondo di Shoji Ueda è pieno di elementi e sono in ordine, non cercano il clamore della folla, non vogliono invadere la nostra esistenza.
Le sue rappresentazioni si lasciano guardare e, come i buoni vini, vanno decantate, devono essere gustate lentamente. Perché pur se sono senza “tempo”, ne hanno bisogno per essere comprese ed apprezzate. Questo sorprende nelle fotografie di Shoji Ueda: il tempo sembra non passare. Se si guardano le immagini e si leggono le date della loro realizzazione si rimane sospesi in quel giro di lancette che ci attanaglia.
Shoji Ueda non vuole farlo trascorrere né vuole lasciare alcuni scenari; le dune, per esempio in questa raccolta rappresentate in gran maggioranza, ci portano in quelli che potrebbero essere alcuni elementi sicuri del fotografo. Queste dune di sabbia, vicino la sua casa a Tottori (Giappone) sono lo scenario che affascina l’immaginario di Shoji Ueda. Lui le mostra in una sintesi che rappresentano forse il suo mondo onirico, od un gioco di rimandi che sono anche propri del periodo surrealista, dove artisti come Magritte hanno espresso il loro pensiero.
Shoij Ueda è come se andasse al di là del reale, dell’immaginato dell’espresso; è come se esprimesse una pace interiore, perché le fotografie sono di una eleganza e sinteticità tipica di un mondo.
In questa nostra quotidianità la visione è caotica, abbiamo la presenza di alti contrasti, lo spreco e la violenza vengono esaltati. Il nostro occhio è sempre sollecitato a rimandi forti. Le fotografie di Shoij Ueda non rispecchiano quello che in molti hanno dentro.
Il suo desiderio, forse, è proprio di riflessione: far uscire l’uomo non dal cappello ma porlo sopra il cappello. Come se la magia della nostra vita non sia l’estrazione del coniglio ma noi, in quanto esseri umani, siamo fuori, siamo in grado di “fare magie”. Basta collocarci un po’ più in là per vedere. Basta fare un piccolo rovesciamento del punto di vista per poter riportare nel nostro mondo un po’ di gentilezza, sensibilità, eleganza e sorpresa.
Dove, se la violenza non viene espressa, non perdiamo niente, anzi, ci sentiamo un passetto più avanti nel percorso di vita che ciascuno di noi deve intraprendere.
Shoji Ueda Photography Takarajimasha, Inc. 1995 Japan pagg. 120 |