Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio (noto anche come Museo del Genio) situato sul Lungotevere della Vittoria a Roma recentemente è stato riaperto al pubblico come grande polo culturale, custodisce al suo interno la splendida Sala della Fotografia, delle Trasmissioni e delle Fotoelettriche.
In questo spazio, la fotografia smette di essere un passatempo e si rivela per ciò che è stata per decenni: un’arma strategica fondamentale per vincere le guerre.
All'interno della collezione del Museo si respira l'aria delle grandi scoperte.
Pochi sanno che la fotografia aerea è nata in Italia proprio grazie agli uomini del Genio, molto prima della nascita dell'Aeronautica Militare come forza armata indipendente.
I militari del Genio salivano a bordo di fragili mongolfiere o dirigibili portando con sé pesanti e ingombranti macchine fotografiche a lastre di vetro per mappare dall'alto le linee nemiche.
Ogni scatto riuscito significava salvare la vita a migliaia di soldati a terra, anticipando le mosse degli avversari.
Camminando tra i cimeli del museo spiccano i giganteschi apparati telefotografici d'epoca.
Non hanno nulla a che vedere con le macchine tascabili a cui siamo abituati oggi.
Erano strumenti pesanti, montati su treppiedi massicci e dotati di imponenti teleobiettivi. dovevano resistere a fango, umidità, polvere e alle vibrazioni delle cannonate.
Chi usava queste macchine non cercava l'inquadratura estetica. Il loro compito era calcolare le distanze per l'artiglieria e documentare lo stato delle fortificazioni nemiche, spesso rischiando la vita sotto il fuoco cecchino per ottenere lo sviluppo perfetto.
Oltre ai corpi macchina e alle lenti d'epoca, il Genio Militare custodisce una vera e propria macchina del tempo: un archivio fotografico con oltre 30.000 immagini storiche.
Queste vecchie lastre fotografiche non mostrano solo la fredda cronaca militare, ma la cruda realtà della storia italiana: la costruzione disperata di ponti di barche, la vita nel fango delle trincee e gli sguardi di una generazione che ha vissuto al fronte.
Oggi l'Istituto del Genio Militare ha aperto le sue porte trasformandosi in un polo culturale dinamico che unisce la storia tecnica (come la Sala della Fotografia) a grandi eventi artistici internazionali, ospitando le mostre di maestri intramontabili come Vivian Maier e Robert Doisneau.
Un viaggio in questo museo ci ricorda che dietro ogni progresso tecnologico che oggi diamo per scontato nei nostri smartphone, c'è stato un tempo in cui scattare una fotografia richiedeva coraggio, ingegno e un pizzico di follia.

Maristella Campolunghi
